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Emergenza COVID-19 (Coronavirus): indicazioni delle Autorità spagnole ed italiane

Data:

19/10/2020


Emergenza COVID-19 (Coronavirus): indicazioni delle Autorità spagnole ed italiane

In riferimento all'emergenza COVID-19 (Coronavirus), si prega di attenersi alle indicazioni pubblicate – e costantemente aggiornate - dalle Autorità italiane e spagnole in materia.

Sulla piattaforma Re-open EU della Commissione europea, creata per favorire la ripresa sicura del turismo in tutta Europa, sono disponibili informazioni aggiornate sui singoli Paesi, per consentire ai cittadini europei di pianificare i propri viaggi in questo periodo.

A tutti coloro che desiderano recarsi in Italia si suggerisce di scaricare l'applicazione "Immuni", per facilitare il tracciamento attivo di casi positivi e prevenire il contagio da COVID-19. Allo stesso modo, a coloro che desiderano recarsi in Spagna si suggerisce di scaricare l’applicazione “Radar Covid”.

Chi si trova in Catalogna, Baleari, Valencia, Aragona e Murcia è invitato a consultare anche le pagine del Consolato Generale di Barcellona.

Per i servizi consolari ordinari (passaporti, carte di identità etc.), si prega di far riferimento all’apposita sezione del sito internet della Cancelleria consolare dell’Ambasciata, tenendo presente che per motivi precauzionali legati alla particolare situazione sanitaria a Madrid, gli Uffici potrebbero essere soggetti a chiusure improvvise con conseguenti disagi. Si raccomanda pertanto di provvedere alla richiesta dei servizi consolari con congruo anticipo (link alla news). 

 

SITUAZIONE MOBILITÀ

• A partire dal 21 giugno, con il termine dello “stato d’allarme”, è consentito l’ingresso in Spagna da tutti i Paesi europei ed appartenenti allo spazio Schengen, senza necessità di motivare la ragione del viaggio e senza obbligo di quarantena. Sono inoltre consentiti gli spostamenti tra Province e Regioni (Comunità Autonome) all’interno del Paese. Prima dell’ingresso in Spagna per via aerea o marittima è necessario compilare un “formulario di salute pubblica”: per i dettagli, si veda il paragrafo “Principali provvedimenti spagnoli”. Misure restrittive sono in vigore nelle località con un’alta incidenza da COVID-19: per i dettagli, si veda il paragrafo “Situazione in Spagna”.

• Per quanto riguarda l’Italia, a partire dal 3 giugno sono consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione, da e per i Paesi Schengen, Regno Unito, Principato di Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Città del Vaticano, oltre che tra diverse Province e Regioni italiane, senza limitazioni di causa e senza obbligo di quarantena.
Tuttavia, fino al 13 novembre vige l'obbligo, per chi entra in territorio nazionale dopo aver soggiornato o transitato in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna nei 14 giorni antecedenti, di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico nelle 72 ore antecedenti all'ingresso (esibendo il risultato negativo) oppure entro 48 ore dall'ingresso nel territorio nazionale (nel posto di frontiera di arrivo oppure presso l'azienda sanitaria locale di riferimento). Restano in vigore alcune eccezioni all’obbligo di tampone. Per i dettagli, si veda il paragrafo “Situazione in Italia”.

• Ad oggi può considerarsi conclusa l’operazione, coordinata dalla Farnesina, per permettere il rientro dalla Spagna di migliaia di connazionali, stante il blocco dei voli diretti dall’Italia deciso dalle Autorità spagnole il 10 marzo e rimosso il 19 maggio (vedi sotto). Da metà marzo e fino a fine giugno sono stati 70 i voli speciali (di cui la metà dalle Isole Canarie e l’altra metà dagli aeroporti di Madrid, Barcellona, Valencia, Siviglia e Malaga) attivati d’intesa con l’Unità di Crisi e la rete consolare italiana in Spagna. Ne hanno beneficiato quasi 11mila connazionali, di cui molti in condizioni di vulnerabilità, a cui aggiungere gli oltre 6mila che hanno fatto rientro in Italia con i collegamenti marittimi da Barcellona.

• Per quanto riguarda i collegamenti aerei, le principali compagnie hanno ripreso ad operare tra Italia e Spagna già dai mesi di giugno e luglio. Tuttavia, i voli sono ancora soggetti a frequenti modifiche o cancellazioni. Si raccomanda di consultare sempre la compagnia aerea di riferimento per confermare l’operatività e la puntualità del proprio volo.

• Per quanto riguarda i collegamenti marittimi, si segnala che sia la compagnia Grimaldi Lines (tratta Barcellona-Porto Torres-Civitavecchia) che la compagnia Grandi Navi Veloci (tratta Barcellona-Genova) stanno operando regolarmente. Per conferme, dettagli sulle modalità d'imbarco e prenotazioni si vedano i rispettivi siti internet.

• In relazione alla specifica tratta Barcellona-Porto Torres si segnala che, in base all'ordinanza del Presidente della Regione Sardegna n. 27 del 2 giugno 2020, tutti i passeggeri in arrivo sull’isola attraverso linee aeree o marittime sono tenuti a registrarsi prima dell'imbarco utilizzando l’apposito modulo on-line. Anche le Regioni Sicilia, Puglia e Calabria richiedono la registrazione all'ingresso.

• Regolarmente attivi i collegamenti via terra: anche in questo caso si consiglia di contattare i fornitori di tali servizi, come Renfe, Renfe-SNCF e Alsa. Per chi sceglie di viaggiare in auto o moto, si consiglia di visitare le pagine del Consolato italiano a Barcellona e dell’Ambasciata italiana a Parigi in relazione alle eventuali limitazioni lì disposte.

• Le regole sugli spostamenti da e per l’estero in vigore in Italia dal 9 agosto al 7 settembre, e poi prorogate fino al 7 ottobre, sono in vigore le disposizioni contenute nel DPCM del 7 agosto. Dall’8 settembre al 7 ottobre si veda anche il DPCM del 7 settembre. Dall’8 al 15 ottobre si veda l’Ordinanza del Ministero della Salute del 7 ottobre 2020. Dal 14 ottobre al 13 novembre si veda il DPCM 13 ottobre 2020.

• Ulteriori approfondimenti sono disponibili a questa pagina del Ministero degli Esteri.

 

PRINCIPALI PROVVEDIMENTI SPAGNOLI

• Secondo quanto stabilito dal provvedimento del Ministero della Sanità del 24 luglio, chiunque arrivi in Spagna dall’estero, per via aerea o marittima, è sottoposto a un controllo sanitario prima della sua entrata nel Paese. In particolare: controllo della temperatura corporea, controllo documentale e controllo sullo stato del passeggero. Per quanto concerne il controllo documentale, i passeggeri in arrivo dall’estero (anche da altri Paesi UE) dovranno compilare, prima del viaggio, un “formulario di salute pubblica”, attraverso il sito internet Spain Travel Health o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna. In via eccezionale, i passeggeri internazionali che non hanno potuto compilare telematicamente il questionario, lo potranno presentare al proprio arrivo in Spagna in forma cartacea (il modello si trova in appendice del citato provvedimento: allegato 1 per gli arrivi via aerea e allegato 2 per gli arrivi via mare).

La sospensione dei voli diretti dall’Italia (decisa dalle Autorità spagnole in data 10 marzo, successivamente modificata e poi prorogata) così come il divieto di entrata in porti spagnoli di navi passeggeri provenienti dall’Italia (deciso dalle Autorità spagnole in data 12 marzo e successivamente prorogato) sono stati abrogati in data 19 maggio. Il provvedimento è entrato in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione. La possibilità di ristabilire collegamenti commerciali aerei e marittimi diretti tra Italia e Spagna, su base regolare ed in entrambi i sensi, resta una decisione delle compagnie di trasporto.

Dal 21 giugno, termine dello “stato d’allarme” proclamato il 14 marzo e successivamente prorogato più volte, è consentito l’ingresso in Spagna da tutti i Paesi europei ed appartenenti allo spazio Schengen, senza necessità di motivare la ragione del viaggio e senza obbligo di quarantena. Tali previsioni (controlli alle frontiere interne Schengen e obbligo di quarantena) sono infatti decadute con la fine dello “stato d’allarme”.

I viaggi non imprescindibili da Paesi terzi sono invece limitati fino al 31 ottobre, secondo le regole già stabilite a metà luglio e seguendo le raccomandazioni UE. In virtù di tale misura, i cittadini in arrivo da Paesi terzi (cioè non dell’Unione europea o di Paesi associati Schengen) possono accedere in Spagna solo se: a) residenti abituali nell’Unione Europea, Stati associati Schengen, Andorra, Monaco, Vaticano o San Marino, che si dirigano verso il proprio Paese di residenza, accreditandolo documentalmente; b) titolari di un visto per soggiorni di larga durata rilasciato da uno Stato membro UE o Stato associato Schengen che si dirigano verso a tale Paese; c) personale sanitario, inclusi ricercatori sanitari, e professionisti dell’assistenza agli anziani che si dirigano o tornino per esercitare la propria attività lavorativa; d) personale di trasporto, marittimo e personale aeronautico necessario per svolgere le attività di trasporto aereo; e) personale diplomatico, consolare, di organizzazioni internazionali, militari, di protezione civile e membri di organizzazioni umanitarie, nell’esercizio delle proprie funzioni; f) studenti che realizzino i propri studi negli Stati membri Ue o Stati associati Schengen e che dispongano dell’apposito permesso o visto e assicurazione medica, sempre che si dirigano verso il Paese nel quale seguono il proprio corso di studi, e che l’entrata si produca durante il corso accademico o nei 15 giorni anteriori a questo; g) lavoratori altamente qualificati, i cui compiti non possano essere posposti o realizzati a distanza, inclusi i partecipanti ad eventi sportivi di alto livello che abbiano luogo in Spagna: tali circostanze dovranno essere giustificate documentalmente; h) persone che viaggiano per motivi familiari inderogabili opportunamente accreditati; i) persone che accreditino documentalmente ragioni di forza maggiore o situazioni di necessità; j) residenti in Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay e Cina, sempre che provengano direttamente da questi Paesi, che siano transitati esclusivamente in altri Paesi inclusi in suddetta lista o che abbiano realizzato unicamente transiti internazionali in aeroporti situati in Paesi terzi differenti. Restano chiuse in via temporanea ma senza eccezioni le frontiere di Ceuta e Melilla.

Le regole di riferimento a seguito della fine dello “stato d’allarme” (a partire dall’uso obbligatorio delle mascherine su mezzi di trasporto, autobus, treni, aerei e navi, oltre che in tutti gli spazi pubblici, al chiuso o all’aperto, qualora non sia possibile mantenere una distanza interpersonale di almeno due metri) sono quelle contenute nel Real Decreto Ley 21/2020 del 9 giugno. Per le singole Regioni (Comunità Autonome), si vedano i provvedimenti specifici, anche più restrittivi, adottati in ognuna di esse. A tale proposito, attraverso questa pagina del Ministero della Salute è possibile raggiungere i siti internet dedicati degli Assessorati regionali alla Salute, in cui sono elencate le misure di riferimento.


SITUAZIONE IN SPAGNA

• Per quanto concerne la situazione in Spagna, il rischio si considera in fase di contenimento, sebbene numerosi focolai siano stati registrati nelle ultime settimane, con indici di contagio di gran lunga superiori alla media europea.

• La Comunità Autonoma (Regione) in cui si continua a registrare il maggior numero di nuovi casi è quella di Madrid; seguono Catalogna, Andalusia, Castilla y León, Castilla La Mancha, Paesi Baschi e Comunidad Valenciana, in costante aggiornamento a questa pagina.

• Per far fronte a tale situazione, il Governo ha decretato in data 14 marzo 2020 “lo stato d’allarme” in tutto il Paese, successivamente autorizzato dal Parlamento ed esteso, da ultimo, fino al 20 giugno incluso. Le competenze in materia sanitaria sono ora passate nuovamente alle Comunità Autonome (Regione), sebbene resti il coordinamento del Governo centrale.

• Di fronte all'accelerazione dei contagi nelle ultime settimane, quasi tutte le Regioni spagnole hanno rafforzato l'uso della mascherina, che deve essere indossata nei luoghi pubblici anche se è possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale, pena una multa.

• In data 1° ottobre 2020, a seguito dell’incontro del Consiglio Interregionale di Salute Pubblica, il Ministero della Sanità spagnola ha stabilito dei criteri uniformi a seguito dei quali le Comunità Autonome (Regioni) sono tenute a adottare rafforzate misure restrittive per contrastare la diffusione del virus nei Comuni con oltre 100.000 abitanti. I parametri sono i seguenti: a) 500 casi positivi registrati in 14 giorni per ogni 100.000 abitanti; b) 10% di positivi tra coloro che si sono sottoposti al test; c) occupazione dei posti in terapia intensiva al di sopra del 35% di quelli disponibili nella Comunità Autonoma di riferimento. Qualora si presentino questi tre parametri, le competenti Autorità sono tenute a adottare misure quali il divieto di entrata ed uscita dai Comuni in questione se non per alcune specifiche ragioni (come recarsi al lavoro, scuola, etc.), l’ulteriore riduzione della capienza massima degli esercizi commerciali, chiusura anticipata alle 22.00 di detti locali, il limite di 6 persone per gli incontri pubblici e privati. Per i dettagli, si rimanda al documento.

• In virtu’ di quanto sopra, il Consiglio dei Ministri ha decretato in data 9 ottobre lo “stato d’allarme” in alcuni Comuni della Comunità di Madrid (Alcobendas, Alcorcón, Fuenlabrada, Getafe, Leganés, Madrid, Móstoles, Parla, Torrejón de Ardoz), per un periodo iniziale di 15 giorni, fino al 24 ottobre. La misura prevede la limitazione d’entrata e uscita dai suddetti Comuni, salvo che per motivi specifici: a) assistenza a centri, servizi e strutture sanitarie; b) rispetto degli obblighi lavorativi, professionali, commerciali, istituzionali o legali; c) assistenza a centri universitari, didattici ed educativi, compresi gli asili nido; d) ritorno al luogo di residenza abituale; e) assistenza e cure per anziani, minori, persone a carico, disabili o persone particolarmente vulnerabili; f) appuntamenti non rinviabili presso enti finanziari e assicurativi; g) procedure necessarie o urgenti presso organi pubblici, giudiziari o notarili; h) rinnovo di permessi e documenti ufficiali, nonché altre procedure amministrative non rinviabili; i) partecipazione ad esami ufficiali o concorsi non rinviabili; j) per cause di forza maggiore o situazioni di necessità; k) qualsiasi altra attività di natura analoga, debitamente accreditata. Per i dettagli, si veda il provvedimento. A parte, la Comunidad de Madrid ha adottato altre misure restrittive come il limite di 6 persone per gli incontri pubblici e privati, l’ulteriore riduzione della capienza massima dei locali, la chiusura anticipata di bar e ristoranti. Per i dettagli, si veda questa pagina.

• Misure speciali di contenimento dei contagi sia in ambito lavorativo che sociale sono in vigore anche in Catalogna, per cui si rimanda al sito web della Generalitat e a quello del Consolato Generale d’Italia a Barcellona.

• I dettagli sulla situazione di ogni Comunità Autonoma (Regione) sono disponibili a questa pagina.

• I protocolli ufficiali del Ministero della Salute spagnolo sono consultabili a questa pagina

• Una serie di domande e risposte sul coronavirus è disponibile a questo link.

• Informazioni in lingue diverse dal castigliano sono disponibili a questa pagina del Ministero della Salute.

• Aggiornamenti generali sulla situazione in Spagna sono consultabili a questo link.

 

SITUAZIONE IN ITALIA

• Per quanto riguarda l’Italia, il Consiglio dei Ministri nella seduta del 7 ottobre ha deliberato la proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021 e approvato il Decreto Legge n.125 del 07 ottobre 2020. Inoltre, il Presidente del Consiglio ha firmato il DPCM del 13 ottobre 2020 sulle misure di contrasto e contenimento dell'emergenza Covid-19, in vigore dal 14 ottobre al 13 novembre, in sostituzione del DPCM del 7 agosto 2020 come prorogato dal DPCM del 7 settembre 2020. Ulteriori misure in materia di istruzione, trasporto pubblico, lavoro, ristorazione, eventi e sport sono state adottate con il nuovo DPCM del 18 ottobre 2020, anch’esso in vigore fino al 13 novembre 2020.

• In particolare, le nuove misure hanno prorogato al 31 gennaio 2021 le disposizioni già in vigore che prevedono la possibilità per il Governo di adottare misure volte a contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus SARS-CoV-2. Il Decreto ha introdotto, anche, l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto e nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private ed estende il periodo di utilizzo dell’App Immuni.

• Il DPCM del 13 ottobre 2020 disciplina, in particolare, gli spostamenti da e per l’Italia dal 14 ottobre al 13 novembre 2020, riprendendo e in parte modificando quanto previsto dalla normativa precedente. Anche questo Decreto individua elenchi di Paese, per i quali sono previste differenti limitazioni. Per i dettagli, si veda questa pagina del Ministero degli Esteri. Per consultare la normativa vigente, si veda questa raccolta della Gazzetta Ufficiale.

• In virtù del DPCM del 13 ottobre, chi entra in territorio nazionale dopo aver soggiornato o transitato in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna nei 14 giorni antecedenti, ha l'obbligo di sottoporsi al test del coronavirus.

Nel dettaglio, sono previste due possibilità (alternative tra loro):

a) obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli dell’attestazione di essersi sottoposte, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo (certificato da esibire);

b) obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove tali strutture siano attrezzate, oppure entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento; in attesa di sottoporsi al test presso l'azienda sanitaria locale di riferimento le persone sono sottoposte all’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora. Per verificare l’eventuale capacità degli aeroporti e dei porti italiani di effettuare tali test rapidi al proprio arrivo nel Paese, si consiglia di fare riferimento ai siti internet di tali strutture o a quelle delle Regioni di riferimento.

A condizione che non insorgano sintomi di COVID-19 e che non ci siano stati soggiorni o transiti in uno o più Paesi di cui all' elenco F (Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana) nei 14 giorni antecedenti all’ingresso in Italia, fermi restando gli obblighi di auto-dichiarazione nonché di comunicazione del proprio ingresso dall’estero sul territorio nazionale le disposizioni relative all’obbligo di tampone (in rientro da Belgio, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna) NON si applicano:

1. a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;

2. chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;

3. ai cittadini e ai residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro, salvo che nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia abbiano soggiornato o transitato in uno o più Stati e territori di cui all’elenco C (Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord): ciò significa che le persone provenienti dalla Spagna che si recano per motivi di lavoro in Italia e vi restano per più di 120 ore sono sottoposti al regime del tampone da effettuarsi 72 ore prima del viaggio o, in alternativa, in aeroporto in Italia o entro 48 ore dall'arrivo in Italia;

4. al personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l'esercizio temporaneo di cui all'art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;

5. ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;

6. al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;

7. ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e al personale della polizia di Stato nell'esercizio delle loro funzioni;

8. agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

L’obbligo di tampone (in rientro da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord) non si applica inoltre:

  • all'equipaggio dei mezzi di trasporto;
  • al personale viaggiante;
  • agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;
  • agli ingressi per ragioni non differibili.

• Per la procedura relativa alla partecipazione di operatori spagnoli ad eventi fieristici in Italia si veda questa pagina.

• Possono ancora essere disposte limitazioni per specifiche aree del territorio nazionale o specifiche limitazioni in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori esteri. Singole Regioni potrebbero imporre a chi proviene da alcuni Stati o territori esteri il rispetto di particolari obblighi. Prima di partire per l’Italia, si raccomanda di verificare eventuali disposizioni aggiuntive da parte delle Regioni di destinazione, contattandole direttamente o visitandone i rispettivi siti web (clicca qui).

• Chiunque entri in Italia da qualsiasi località estera (anche da altri Paesi UE) è tenuto a consegnare al vettore o alle forze di polizia in caso di controlli una autodichiarazione secondo il modello aggiornato.

• È disponibile un questionario per chi è in partenza per l’estero o deve rientrare in Italia, basato sulla normativa italiana attualmente in vigore. Il questionario ha carattere meramente informativo, non ha valore legale e il risultato ottenuto non garantisce l’ingresso in Italia né nel Paese di destinazione. Clicca qui per il questionario.

• È confermato il divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus COVID-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata.  

• Per assicurare la graduale riapertura dei flussi turistici in condizioni di massima sicurezza per i cittadini provenienti da altri Paesi dell’Unione europea, sono state adottate delle apposite linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive, approvate dal Governo d'intesa con le Regioni. È stata inoltre istituita una cabina di regia costituita da Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità e Regioni, che continua a operare uno stretto monitoraggio dell'evoluzione epidemiologica in tutto il Paese. Altre informazioni utili a questa pagina.

• Ulteriori informazioni aggiornate in tempo reale su chi viaggia da e per l’Italia sono disponibili sul sito “Viaggiare Sicuri” della Farnesina.

• Aggiornamenti generali sulla situazione in Italia sono disponibili a questo link.

 

(Aggiornato il 19 ottobre 2020, h. 18.00)


Luogo:

Roma/Madrid

Autore:

Ambasciata d'Italia a Madrid

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