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"Italiani all'estero: i diari raccontano", quelle lettere che parlano al futuro

Data:

26/06/2019


Diari, lettere e memorie di italiani “qualunque”, vissuti all’estero tra l’inizio dell’Ottocento e i giorni nostri. Il progetto “Italiani all’estero, i diari raccontano” - realizzato dalla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (Provincia di Arezzo) con il contributo del Ministero italiano degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI) - ha voluto raccogliere in un portale on-line le storie di vita di 200 italiani che, per vari motivi, hanno lasciato il Paese a cavallo degli ultimi due secoli. Si tratta di una selezione tra le migliaia di storie presenti nel fondo, dalle quali sono state estrapolate, in media, cinque pagine scelte tra le decine disponibili. Ogni pagina è stata digitalizzata dal documento originale, diario o memoria o lettera che fosse, trascritta, titolata, collocata nel tempo e nello spazio e indicizzata con delle parole chiave. In questo modo ogni lettera o memoria si è trasformata in un racconto, per un totale di circa 1.000 scritti pubblicati al momento della messa on-line del sito, www.idiariraccontano.org.

Oltre a presentare al grande pubblico aspetti significativi e poco conosciuti della storia dell'emigrazione italiana nel mondo, il progetto intende raccontare il vissuto comune degli italiani migrati all'estero, nucleo principale della selezione documentale, nonché testimoniare il fenomeno della nuova mobilità italiana. Preservando il valore della memoria, il progetto vuole infatti parlare alle nuove generazioni di connazionali che vivono fuori dai confini italiani e rientra tra le iniziative, promosse dalla Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del MAECI, volte a valorizzare percorsi di riscoperta delle origini, quali ad esempio la promozione del turismo delle radici.

Tra le decine di storie catalogate, alla sezione “emigrazione pre-unitaria”, figurano anche quelle di due italiani emigrati in Spagna durante l’Ottocento: il tenore Ignazio Pasini e il missionario Gaetano Carlucci. Il primo era uno dei lirici drammatici più rinomati a calcare le scene dei teatri europei agli inizi dell’Ottocento: nelle sue lettere da Madrid, racconta i tanti successi ottenuti sulla scena spagnola mescolati a dolorose vicende private come la morte dell’amata moglie Laura a causa del colera. Il secondo, padre gesuita emigrato in Spagna alla vigilia dell’unità di Italia, racconta ai familiari dei suoi viaggi tra la Castiglia e la Catalogna, soffermandosi sulle usanze di Spagna e sull’apostolato presso la Compagnia di Gesù.


Luogo:

Roma/Madrid

Autore:

Elena Rossi Espagnet (MAECI/CRUI)

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